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Puoi inviarci il logo in formato vettoriale?!


Probabilmente questa è la domanda più frequente che ti viene fatta quando devi realizzare un gadget personalizzato, un volantino, un biglietto da visita, un banner per il tuo sito, ecc, ecc.

Senza entrare in spiegazioni tecniche, che puoi trovare facilmente su internet, devi sapere che un logo nel formato vettoriale:

  • è ridimensionabile in qualsiasi formato senza perdita di qualità.
  • è modificabile, ad esempio puoi cambiare il colore del logo, modificare, spostare o ridurre un testo.

Se il file fornito è di scarsa qualità, la resa di stampa sarà pessima, con un’immagine sgranata, senza contrasto e con difetti (testi poco leggibili, non definiti, colori non uniformi, ecc)

Per l’incisione laser su metallo e altri materiali è assolutamente necessario il vettoriale perchè il laser legge solo file vettoriali!

Per questo un logo in formato vettoriale è l’ideale per ottenere il miglior risultato per la realizzazione delle tue penne personalizzate e di tutti i tuoi gadget e stampe tipografiche!

Come riconoscere un file vettoriale?

Se il file in tuo possesso ha estensione .ai .eps .svg, .crd, .pdf  è probabile che si tratti di un file vettoriale.

Prova ad ingrandire l’immagine: se non sgrana, cioè se non perde di qualità con l’ingrandimento sei in possesso di un file vettoriale!

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Non utilizziamo software di conversione automatica, che sono molto imprecisi con risultati spesso pessimi e files non utilizzabili.

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Hai il colore Pantone® del logo?


Se la tua attività ha un logo, e devi stamparlo su gadget, penne, stampe tipografiche, ecc., sicuramente lo stampatore ti farà questa domanda: “Hai il colore Pantone® del logo?

Per non essere impreparato nelle poche righe che seguono ti spiego come rispondere!

Cos’è il colore Pantone® 
Pantone® è il nome di un’azienda americana che ha creato un preciso sistema di codifica ed identificazione dei colori. Questo viene utilizzato in grafica, nella stampa,in tipografia, nell’editoria, dai designer e da tantissimi altri professionisti che lavorano con i colori!

Grazie a questo sistema i colori sono classificati tramite codici e sigle e facilitano l’individuazione del colore che si vuole utilizzare. Tramite la famosa “mazzetta colori” Pantone®, sarà facile ed immediato risalire al colore desiderato! Ogni colore Pantone è individuato da uno e un solo codice. Per esempio, 17-6153 corrisponde al colore Fern Green, che è il verde della bandiera italiana. La “mazzetta dei colori” non è altro che un catalogo dei colori Pantone disponibili.

A cosa servono i colori Pantone®?
I Colori Pantone® vengono utilizzati anche per stampare gadget personalizzati con il logo aziendale, come ad esempio le penne personalizzate. Fornendo il codice Pantone il colore di stampa si avvicinerà molto al colore Pantone® del logo, ci tengo a precisare “si avvicinerà molto” perche’ in base al supporto dove si stampa (es: fondo bianco o colorato, carta, plastica, panni microfibra, ecc.) il colore può subire delle piccole o importanti variazioni cromatiche.

“Il sistema di codifica Pantone®, ti permette di far capire esattamente quale colore vorrai far riprodurre con la stampa.”

Quindi tornando al tuo logo aziendale, se è caratterizzato da una specifica tonalità, chi lo ha realizzato deve averti fornito il codice o i codici dei colori Pantone® utilizzati e non dovrai far altro che comunicarli all’azienda che lo stamperà su biglietti da visita, flyer, gadget, ecc.

Se invece il tuo logo presenta sfumature di colore non puoi fornire il colore pantone e si dovrà stampare in quadricromia. La quadricromia è un processo di stampa che usa 4 tonalità ciano, magenta, giallo e nero  miscelandole in diverse percentuali. Questo sistema è anche identificato con la sigla CMYK.

Mentre i colori Pantone® non sono stati ottenuti dalla mescolanza di colori, sono semplicemente tinte predefinite, nate sulla base di vernici.

Ma mi fermo qui, non voglio complicarti la vita, questo è sufficiente per rispondere alla famosa domanda iniziale e stampare i tuoi gadget personalizzati nel colore giusto!!

Gadget aziendali: come scegliere quello giusto? 10 consigli.


Tutte le aziende, prima o poi, si trovano nella situazione di dover realizzare dei gadget aziendali. Che si tratti di semplici penne o delle classiche shopper, regalare gadget promozionali è uno dei modi più diretti ed efficaci per far conoscere la propria azienda. Eventi speciali, fiere di settore, manifestazioni: se ci pensate i gadget non mancano mai in queste occasioni. Si viene letteralmente sommersi da oggetti di ogni tipo.

Il mondo dei gadget è vasto: sono tantissime le tipologie di articoli promozionali che si possono usare. Tra così tante proposte, come scegliere però quello giusto? In questo articolo vogliamo dare 10 consigli per orientarsi nel mondo dei gadget ed essere così sicuri di scegliere quello giusto.

  1. Il gadget deve essere coerente con l’immagine dell’azienda.
    Quando si sta per scegliere un gadget bisogna innanzitutto scegliere un oggetto che per idea, design e materiali sia coerente con l’immagine aziendale. In diverse aziende la strategia di marketing è strettamente legata alla strategia di comunicazione, per raggiungere il target desiderato nel modo giusto.
  2. Il gadget deve essere riconducibile all’attività dell’azienda
    La coerenza non deve limitarsi all’immagine! Anche nei fatti, il gadget aziendale deve far scattare immediatamente il collegamento con il settore di produttività dell’azienda. Ad esempio, un’azienda specializzata in cibi confezionati per la colazione come gadget userà tazze, tovagliette, cucchiai e tutto ciò che sta sulla tavola!
  3. Il gadget deve essere un oggetto utile.
    Il punto forte del gadget è la sua utilità: se pensato bene, verrà usato spesso dalle persone. Questo è un elemento importantissimo, da non sottovalutare. Il gadget infatti crea un primo contatto tra l’azienda e la persona, ma l’obiettivo principale è far interiorizzare il brand alla persona.
  4. Clienti nuovi o clienti storici? Differenzia i gadget!
    Per scegliere il gadget giusto è necessario avere le idee chiare sulle persone che si vogliono raggiungere: clienti nuovi o clienti storici? Se si tratta dei primi si dovrà cercare qualcosa in grado di stupire, di catturare l’attenzione dei potenziali nuovi clienti. Nel secondo caso invece non si parlerà più di gadget ma di omaggi o regali: un gadget più elaborato per confermare un rapporto lavorativo a cui si tiene.
  5. Il gadget può riflettere un sistema di valori.
    In determinate situazioni il gadget può slegarsi dal settore dell’azienda. Questo quando l’azienda vuole farsi portatrice di determinati valori, come il sostegno a un ente benefico, la sensibilità all’ambiente o altro.
  6. Il gadget creativo può trasformare i clienti in promotori.
    Il gadget utile espone una persona al logo dell’azienda costantemente. Il gadget creativo invece trasforma le persone in promotori attivi di un brand: quando una persona riceve un gadget originale e rimane stupito dall’idea, fa scattare il passaparola professionale in modo naturale.
  7. Non usare sempre lo stesso gadget.
    Un’azienda che ogni anno, alla stessa fiera di settore, regala ai potenziali clienti lo stesso oggetto verrà percepita come poco creativa, poco innovativa, forse anche un po’ pigra. La ripetitività fa male, in ogni settore.
  8. Scegli gadget di qualità.
    Il gadget per molte aziende è un biglietto da visita. Se lo state offrendo a potenziali nuovi clienti non vi potrete permettere gadget di qualità mediocre: dovrà essere ben curato nel design, nei materiali, nello stile. Dovrà riflettere la parte migliore della vostra azienda.
  9. Scegli il gadget in base all’evento.
    Il gadget va scelto in base all’immagine dell’azienda, al settore in cui agisce, all’eventuale sistema di valori e anche in base all’evento! Il gadget per una fiera rivolta ai soli professionisti dovrà essere diverso da quello di una fiera aperta al grande pubblico.
  10. Il gadget deve far uscire l’azienda dall’anonimato.
    Quando regalare un gadget deve essere chiaro che è un oggetto della vostra azienda. Non si parla solo del logo (visibile sì, ma non pacchiano) ma dell’insieme: anche il più piccolo gadget deve essere utile e di qualità, altrimenti rischia di essere buttato.

Un piccolo ricordo pieno di significato


Gadget aziendali: sono un piccolo ricordo che può trattenere il significato di un evento o esprimere l’identità di un progetto aziendale. Ciò che conta è che il brand sia visibile e i suoi valori coerenti con l’oggetto che viene offerto. Con l’avvento dell’era digitale, i gadget aziendali sembrano ormai racchiusi nell’olimpo del vintage, ma tutte le prossime matite di legno, statuette e modellini troveranno sempre un piccolo spazio nel cuore dei nuovi consumatori. Infatti, negli ultimi anni le imprese si sono sempre più affidate a dei fornitori specializzati nel confezionamento e imballaggio di gadget aziendali innovativi.

Quali sono i gadget aziendali meglio riusciti della storia? In che modo, il gadget, diventa parte della narrazione di un’impresa? Ecco tutte le risposte.

  • IKEA
    Esempio simbolico si ritrova nella storia dell’appena diciassettenne Ingvar Kamprad. 1943, sud della Svezia. Stimolato dal padre ad imparare un mestiere che potesse dargli indipendenza, Ingvar avvia un piccolo business di matite intagliate artigianalmente e ben presto ogni abitante della zona possiede una piccola matita di legno prodotta dal giovane.
    Tramite un semplice oggetto di legno, l’impavido artigiano entra nelle case di tutti i vicini; tuttavia sogna di più: vuole rendere belle e funzionali quelle case. Erano i sogni e i primi passi di quello che poi, oggi ormai novantenne, ha creato il grande magazzino più famoso al mondo: IKEA. Il suo è uno dei brand di maggior successo del pianeta ma, nonostante lo sviluppo esponenziale, ha sempre trattenuto un pezzo di cuore alle radici. Infatti, le sue famose matite di legno, sono rimaste i gadget aziendali simbolo del leader dell’arredamento fai-da-te.
  • Statua della Libertà
    Già nel 1886 era stata realizzata un’idea di gadget aziendali “primordiali”. Per la celebrazione dell’inaugurazione della Statua della Libertà, la stessa società francese che si era occupata della fusione della scultura, la Gaget, Gauthier & Cie, realizza un modellino in bronzo da distribuire il giorno dell’evento, il 28 ottobre. Fra i newyorkesi la popolarità è immediata, tanto che iniziano a chiamarlo con lo stesso nome dei loro creatori, Gaget. Il termine viene così utilizzato su larga scala andando ad affermarsi anche sull’altra sponda dell’oceano grazie alla somiglianza con il termine francese “gagèe”: piccolo oggetto.
  • Coca-Cola
    Immediata la recettività delle imprese che hanno visto in un piccolo manufatto una grande arma per la costruzione di strategie di marketing di successo. Così, dal 1950 troviamo l’esempio di Coca-Cola, che crea lattine in edizione limitata per celebrare con i propri clienti partnership ed eventi. Il tutto semplicemente rivestendo in modo diversificato il packaging, un’intuizione geniale. Diventano così oggetti collezionabili, con il tempo veri e propri pezzi di storia.
  • Mondiali di Calcio del 1990
    In Italia i gadget aziendali, come concetto, ma soprattutto strumento di marketing per la fidelizzazione del cliente, arrivano nel 1990. Grazie all’iniziativa promossa dall’IP durante i mondiali di calcio, nel Belpaese scatta la mania dei Bomberini Azzurri, grottesche miniature dei campioni della Nazionale italiana. Oggi queste semplici statuette sono oggetto delle più accanite aste di Ebay.

Perché per un’azienda i gadget sono importanti?


Scena: interno fiera di settore. Folle di appassionati produttori/acquirenti/utilizzatori parlano, osservano e chiudono affari importanti.

Osservateli bene e noterete come la maggior parte di loro ha uno o più sacchetti stracolmi di brochure ma non solo: penne, gomme, portabadge e mille altre cose che hanno “raccolto” ai vari stand visitati. Ebbene sì: i gadget piacciono. Piacciono tanto. Piacciono come piacciono ai bambini le sorprese dell’ovetto kinder o i Puffi da collezionare.

Ecco un primo motivo per cui ogni azienda dovrebbe pensare a una serie di piccoli doni aziendali per i propri clienti o potenziali clienti: aiutano a ricordarsi di noi. La bella penna, la chiave USB originale, quel Block-notes così carino, sono tutti modi per far sì che il nostro nome e quello della nostra azienda non finisca nel mucchio dei “Ma come si chiamava quel tizio della fiera?”.

Questo se vogliamo è il motivo più semplice per cui di solito un imprenditore sceglie di investire una quota del suo budget annuale in prodotti di rappresentanza.
Ma ce n’è un altro decisamente più importante: i nostri gadget parlano di noi e per noi. Comunicano il nostro stile, i nostri valori, la nostra propensione a occuparci dei clienti non solo da un punto di vista tecnico ma anche umano.
Come volete trattare i vostri clienti? Che messaggio volete che percepiscano in merito all’attenzione che avete per loro?

5 miti da sfatare sui gadget promozionali


Le leggende esistono praticamente da quando esiste l’uomo! Si creano quando le persone fanno delle affermazioni assertive su una persona o su un prodotto che non conoscono. Nel corso del tempo, se queste affermazioni non vengono smentite con argomentazioni valide, continuano ad acquistare autorità portando a credere anche ad altre persone che siano vere. In questo post vi parlerò dei miti e delle leggende che avvolgono gli articoli promozionali.

I GADGET PROMOZIONALI SONO ADATTI AD AZIENDE DI GRANDI DIMENSIONI.

  • Origini del mito
    È un dato di fatto che le aziende di grandi dimensioni scelgano strumenti comunicativi quali gli spot in TV o i banner pubblicitari. Questo induce le persone a pensare che questi due strumenti comunicativi siano i più efficaci e, a volte, anche gli unici degni di investimento e ritorno economico.
  • Perché il mito è sbagliato
    Tutto ciò che ti serve è affidarti ad un esperto del settore. Scegliere l’articolo giusto per la propria attività non è di certo semplice, né scontato

E c’è di più: gli articoli promozionali hanno un’efficacia maggiore in termini di investimento e ROI rispetto a qualsiasi altro strumento comunicativo. E le aziende di grandi dimensioni investono ogni anno migliaia di euro nella realizzazione di gadget promozionali per ogni target. Ad un costo molto minore di uno spot in TV o di uno spazio pubblicitario su una rivista locale.

DANNO UN’IDEA DI POCO COSTOSO.

  • Origine del mito
    Molte aziende hanno già avuto brutte esperienze con articoli promozionali dall’aspetto cheap e sicuramente poco gradevole alla vista ed al tatto. E per questo hanno raccontato la loro cattiva esperienza in rete, ad altre aziende o ad amici. Le persone perciò hanno iniziato a pensare che i gadget siano solamente cheap-looking.
  • Perché il mito è sbagliato
    Per “articolo promozionale” non si intende solamente una semplice penna cheap o una tazza con una brutta grafica. Su questo si basano i brutti ricordi delle persone.

GLI ARTICOLI PROMOZIONALI NON RAGGIUNGONO MOLTISSIME PERSONE

  • Origini del mito
    Il mito nasce dall’incapacità di capire il grande potenziale degli articoli promozionali. Molte persone non si rendono conto che le grandi aziende ordinano e distribuiscono gadget promozionali in tutta la nazione.
  • Perché il mito è sbagliato
    L’obiettivo delle aziende è ovviamente quello di raggiungere il maggior numero di persone possibili, in modo che si riesca a diffondere la voce ovunque. Tutti amano ricevere piccoli regalini ed una semplice penna può aiutare a connettere il proprio brand con le persone in ogni angolo del globo.

GLI ARTICOLI PROMOZIONALI NON DURANO NEL TEMPO.

  • Origini del mito
    Questo mito è un’estensione del “Sembrano articoli cheap”. Le persone credono erroneamente che i gadget abbiano per questo motivo anche una vita molto corta.
  • Perché il mito è sbagliato
    Ad esempio, i calendari personalizzati che le persone comprano dal nostro sito, vengono utilizzati per tutto il corso dell’anno, donando sicuramente moltissima visibilità al brand. Il tuo logo ed il tuo messaggio rimangono infatti sotto gli occhi di tutti per un intero anno e vengono notati da tutti al passaggio. Stessa cosa si può dire delle penne promozionali o delle tazze personalizzati. Entrambi gadget tra i più tradizionali.

Sono molto diffuse…


Una delle domande che l’impresa si pone più di frequente è: “Devo realizzare anche io gadget per promuovere la mia azienda?”.
Sì, i gadget sono un elemento importantissimo per promuovere in modo corretto la propria azienda, per darle visibilità.
Devono sussistere però delle condizioni: qualità, utilità, ed anche coerenza con il messaggio che si vuole trasmettere. Infatti i gadget concorrono poi nel brand aziendale e influenzano l’immagine.
La qualità è un elemento molto importante perché se il gadget è di pregio, il cliente percepirà che anche l’azienda è di valore. Al contrario, se è di bassa qualità, tenderà ad associare anche l’azienda come di bassa qualità. Quindi per evitare di buttar via soldi ed inficiare l’immagine aziendale e il brand, è consigliato scegliere gadget di gran pregio, utili ed innovativi.
L’utilità è infatti l’altro elemento molto importante. Per differenziarsi dai concorrenti, i gadget dovrebbero essere utili, funzionali, e anche belli.

Possono essere utilizzati per situazioni molto diverse. Possono essere un regalino di presentazione dell’azienda per i potenziali clienti, o i clienti nuovi, o un regalo aziendale a fine anno per i clienti o per i dipendenti. O ancora possono essere utilizzati nelle fiere o negli eventi che si organizzano per presentare la propria azienda, e lasciare un ricordino ai partecipanti.

I gadget solitamente vengono realizzarti con inciso il nome dell’azienda, il recapito telefonico, ed eventualmente l’indirizzo email. In questo modo il cliente se interessato avrà a disposizione un recapito per contattare la società ogni qualvolta ne avesse bisogno in modo rapido e veloce.

Oltre ai gadget classici come penne, agende, calendari, portachiavi, t-shirt, borsette, cuffiette, power bank, webcam, sempre molto diffuse sono le CHIAVETTE USB.
Ultimamente sono uno degli oggetti privilegiati dalle aziende, e sono molto apprezzate, perché una volta ricevute possono essere veramente utili e comode.

Il mercato delle chiavette USB è molto vasto, sono disponibili diverse forme e materiali.
Oltre al materiale, si può personalizzare anche la forma della chiavetta. Per quanto riguarda la capacità di memoria della chiavetta si può decidere di realizzarla con una capacità minima di 2 GB, fino a un massimo di 64 GB.
Ogni chiavetta può essere personalizzata nei minimi dettagli, nei colori, nelle forme, nei materiali e anche nella confezione di presentazione.

Gadget, ovvero, ti conquisto con un regalo


Il gadget è un buon mezzo per creare un legame tra il brand e il suo destinatario e può essere determinante anche per consolidare e diffondere il riconoscimento del brand stesso. Grazie alle attuali e ultrarapide tecnologie dell’informazione, i consumatori sono quotidianamente bersagliati da messaggi provenienti dai più differenti mass media.

La regalistica aziendale è un potente mezzo di comunicazione tra l’azienda ed il proprio mercato. Una campagna promozionale su misura è come un abito di sartoria, unico e capace di esaltare al meglio la persona che lo indossa.

Tutti gli elementi importanti di una strategia marketing vincente sono associati sempre di più a oggetti pubblicitari. Il livello di apprezzamento è determinato anche dall’utilità degli articoli pubblicitari, il che determina anche il maggior riconoscimento e la memorizzazione del nome e/o del messaggio contenuto.

Penne, borse shopping, magliette, cappellini, zainetti, naturalmente stampati con logo e colori aziendali, sono tra gli oggetti più classici della regalistica aziendale. Così come agende, notebook, pratici oggetti che possono diventare estremamente personali e “accompagnare” il cliente per un intero anno.

Negli ultimi anni si è fatta largo la gadgettistica tecnologica, che conta tra i prodotti più utilizzati chiavette usb, powerbank, mini altoparlanti e tantissimi accessori per smartphone e tablet.

  • Il riconoscimento del brand
    Il gadget è un dono e, come tale, deve essere pensato, riconoscibile e gratuito. Ma quale importanza riveste un gadget all’interno di un’attività di marketing?
  • Il gadget può funzionare per migliorare la notorietà di un brand e sicuramente per aumentare il giro d’affari di un’azienda. Non sempre è facile capire il guadagno proveniente da un simile investimento e spesso il ritorno degli investimenti risulta impossibile da calcolare. Però se ad esempio ad una fiera proponiamo ai visitatori di ritirare un regalo al nostro stand in cambio dei dati per rimanere in contatto questo ci aiuta a misurare il ritorno dell’investimento.
  • Le tecniche
    Quando si decide di affidare la propria campagna pubblicitaria ad un oggetto, occorre scegliere i prodotti più adatti fra le decine di migliaia disponibili. Dal portachiavi, ad agende, blocco notes, post-it, calendari, ogni anno le case e gli uffici vengono invasi da articoli di ogni forma e fattura, su cui è possibile prendere appunti, segnarsi appuntamenti e lasciar messaggi.

La tampografia e la serigrafia per le loro caratteristiche tecniche, sono processi molto usati per la stampa sui supporti più disparati. Materiali plastici, metalli, gomme, legno, vetro, ceramica, pietra, tessuto, pelli e, ovviamente, carta e cartone, ogni superficie può essere brandizzata, quindi ogni oggetto potrebbe portare in giro il logo dell’azienda o il messaggio desiderato.
A queste tecniche si affianca la stampa digitale, che per la semplicità di impiego e la flessibilità si sta ritagliando un’importante fetta di mercato, soprattutto per la produzione di piccole quantità.

Storia del Gadget: Cos’è esattamente?


Un gadget è un articolo il più delle volte branded, cioè con il logo stampato, che viene utilizzato per promuovere un prodotto, un servizio o un programma aziendale. Può essere venduto all’interno di negozi specifici, di corner dedicati o regalato in occasioni speciali quali fiere, eventi, meeting. Inoltre, può anche essere usato per ringraziare i propri collaboratori in occasioni speciali.

Ma qual è la sua storia?

Il primo gadget, così come lo conosciamo oggi, nasce nel 1789 quando furono create e vendute delle medagliette raffiguranti George Washington, candidato alla Casa Bianca.  Ma il successo vero e proprio avvenne qualche anno dopo. È il 1886 l’anno della grande svolta. In questo anno la Francia dona agli Stati Uniti la famosissima Statua della Libertà, e, la società decise contestualmente di realizzarne anche alcuni modelli in scala da distribuire come souvenir durante l’inaugurazione. Da quel momento si diede inizio ad una vera e propria moda: tutti i newyorkesi che vedevamo la statuina ne volevano una copia da esporre nelle proprie case. Negli anni successivi il gadget diventa uno strumento promozionale che viene usato in modo sempre più consapevole e mirato dalle aziende ma anche da istituzioni o musei, diventando nella seconda metà del secolo scorso una delle strategie di marketing di maggior successo.

Curiosità:

Il nome “gadget” deriva dai suoi inventori – la società “Gaget, Gauthier & Cie” e si diffonde fin da subito sia in America che in Francia, grazie anche al sostantivo “gagèe” che veniva già usato in Francia per indicare gli oggetti di piccole dimensioni.

Dopo il vero e proprio boom degli anni Novanta e un leggero calo in concomitanza della crisi economica internazionale, i volumi di vendita del mercato del merchandising sono tornati a crescere.

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